Cosa significa lavorare in italia

C’è chi dice che i giovani d’oggi non hanno più voglia di fare niente, vogliono trovare un lavoro dove fanno poco, prendono tanto e hanno il sabato e la domenica a casa. Credo che il vero problema non sia questo

Cosa significa lavorare in Italia al giorno d’oggi? Questa è una mia esperienza personale e il mio punto di vista di cosa realmente significa lavorare in Italia.

Manca solo qualche mese per i miei 26 anni. A questa età mi ritrovo senza un soldo messo da parte, con un posto di lavoro che mi chiede disponibilità di sei giorni settimanali e lo stipendio è come se ne lavorassi quattro, e con affitto, bollette e spese varie da pagare ogni mese. 

Ho iniziato a lavorare quando avevo 18 anni, in un hotel come cameriere, in una famosa zona balneare del veneto. Ero ancora giovane e spensierato, e ovviamente qualche mese dopo avevo speso tutto. Comprai la mia prima macchina con quella stagione estiva. L’anno dopo, ho fatto un’altra stagione, però come addetto alla sicurezza, per un centro commerciale. Mi fecero un’ contratto a chiamata, dove lavorai per due mesi circa. Andava tutto bene, se non fosse per il fatto che la paga oraria era di circa 3€, 3,50€.

L’anno dopo, verso febbraio, non trovando niente, ho deciso di accettare una proposta di rappresentante, con tanto di partiva iva. Ero praticamente un venditore, sono andato avanti per otto mesi, ma ovviamente, non ne valeva la pena continuare. L’anno dopo ancora, avendo bisogno di soldi, trovai un annuncio su subito, dove cercavano una decina di camerieri per un catering, per un marchio molto conosciuto di orologi. Dopo essermi candidato, sono stato chiamato dall’agenzia che si occupava di trovare queste persone e mi accettarono. Ricordo ancora che ho fatto una cosa come 24 ore di lavoro in due giorni. Essendo andato molto bene, l’agenzia mi aveva fatto una proposta, che accettai.

Per un’ anno da allora, ho lavorato a bordo treno come steward. Non era facile. Ero sempre via, turni che a volte iniziavano alle 5 della mattina, alcuni iniziavano alla mattina e finivano dopo 14 ore. Almeno la paga era molto buona. Ho dovuto lasciare perché avevo dei problemi di depressione, e sentivo che non ne potevo più.

L’estate dopo, ho fatto l’ultima stagione estiva come cameriere, dove lavoravo dalle 12 fino alle 14, 14.30 e a volte anche 15, e poi dalle 17.30 fino alle 2.00 di notte. Questo tutti i giorni da maggio fino a fine settembre, senza giorno di riposo, con un contratto da apprendista, così loro potevano risparmiare e una paga mensile di 1200€. Il restante doveva essere pagato “in nero” a fine stagione, che di pagare non ha pagato più di tanto visto che sono rimasto con circa 300 ore non pagate. L’anno dopo, poco prima dell’estate, trovai un posto come addetto al portierato in un negozio di abbigliamento. Il lavoro consisteva nel stare fermi e guardare la gente, salutare e controllare che non rubasse. Avevo parlato di un contratto part time da 30 ore settimanali. Prima che mi consegnasse i turni, avevo lavorato 2 giorni. In uno ho fatto 7 ore, l’altro 10. Il problema è arrivato con i turni, perché dalle 30 ore settimanali, nella prima settimana ne avevo 50 da fare e nonostante questo, la paga per i due giorni, per un totale di 17 ore, è stata di circa 50€. Meno di 3€ l’ora.

Qualche mese dopo provai a lavorare in una fabbrica, ma non mi sono proprio trovato. Il tempo non mi passava assolutamente ed avevo tre turni da fare. Dopo tre settimane, sono andato via, ed ho deciso di provare in un’altra fabbrica dove facevano pizze congelate. Non cambiò niente. A parte il lavoro che era peggio e stando li, sempre per due giorni, ho capito che non eravamo nemmeno considerate persone. Dovevamo solo muovere le mani a ritmo di macchina, per otto ore.

Ora dopo mesi che non trovavo niente, lavoro in una pizzeria abbastanza famosa nel Veneto. Dove diciamo che mi trovo anche bene, lavorativamente parlando, però non è lo stesso a livello economico. Passando da un contratto a chiamata, all’apprendistato, ho già 300€ in meno. Praticamente lavoro sei giorni alla settimana, tutte le sere fino a mezzanotte circa, e mi ritroverò se tutto va bene con circa 800€. E nonostante questo, devo arrivare sempre 10 minuti prima dell’orario di lavoro (che è anche giusto) per preparare la linea, alle 18.30 devo mangiare e fino alle 19 non vengo neanche pagato. Ben 12 ore mensili che non vengo pagato. Ora sto cercando un’altro posto di lavoro, ma intanto per necessità mi devo tenere questo, perché devo pagare affitto, bollette, spesa, spese varie come dentista. In poche parole non ho né tempo, né denaro.

Ora non so se sono io che sono sfortunato ed ho trovato la maggior parte di questi lavori sottopagati.

Ormai la maggior parte dei posti di lavoro ti chiedono massima disponibilità e flessibilità negli orari, devi solo lavorare, accettare il minimo sindacale che ti pagano e stare zitto.

Io sono sempre stato una persona che se non mi andava bene qualcosa, ne parlavo subito. Non ho mai avuto problemi a lavorare il sabato e la domenica, oppure la mattina o la sera. E’ il mio tempo, quindi pretendo di essere pagato il giusto. Ai tempi d’oggi, non ci facciamo niente con 5€ l’ora, e ad essere sinceri neanche con 7€. Il costo della vita è alto, ci sono tasse ovunque che ci perseguitano. Viviamo in un paese che non ci permette nemmeno di fare due lavori, perché dopo le 160 ore, le nostre trattenute aumentano e lavoriamo letteralmente per niente. Vogliamo solo vivere senza pensare sempre alla prossima data dello stipendio.

Molte persone non fanno neanche famiglia per questo problema. Io ad esempio, non voglio nemmeno pensare ad avere un figlio e lavorare in questo modo. Non riesco a badare a me stesso, immaginate a un bambino

Poi è anche vero che in molti posti non ci sentiamo nemmeno apprezzati. Non serve che ci venga detto “bravo”, “bel lavoro”…bastano i fatti in busta paga. I dipendenti, se si sentono apprezzati, daranno sempre il massimo al lavoro.

L’età della schiavitù è finita

Non dico che per un’ azienda sia facile avere dipendenti, e che non hanno spese, ma bisogna che ci venite incontro. Lo stesso è da chiedere allo stato e a chi fa le leggi. Non ci serve il reddito di cittadinanza, i famosi 80 euro di renzi e altri “aiuti previdenziali”. Abbiamo bisogno di lavorare e di avere una nostra dignità. Lavorare e vivere la nostra vita, che purtroppo non è infinita.

Io sono stanco di non trovare lavoro per mesi, e quando trovo qualcosa, è uno di quei lavori descritti sopra. 

Sono sicuro che molti di voi che leggeranno questo articolo, sanno di che cosa parlo. Commentate dicendo la vostra! Alla prossima!

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