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News

Le 20 criptovalute maggiori per capitalizzazione di mercato

Agosto 12, 2025 //  by Alberto Fogliani

Le criptovalute restano una delle asset class più volatili e innovative dell’ultimo decennio. Migliaia di token popolano il mercato, ma solo una manciata concentra la maggior parte del valore.

Grazie ai dati di CoinGecko, riportati da Visualcapitalist.com, ecco la fotografia aggiornata (25 luglio 2025) delle 20 criptovalute con la più alta capitalizzazione di mercato, un’istantanea della gerarchia attuale nel settore.

Criptovalute maggiori: i punti chiave

  • Bitcoin domina con una capitalizzazione di 2,36 trilioni di dollari, oltre 5 volte superiore a Ethereum. Il 14 agosto Bitcoin supera Google diventando il quinto asset al mondo.
  • Token Layer 1 e stablecoin occupano gran parte della top 10.
  • Il memecoin Dogecoin resiste al nono posto con 37 miliardi di capitalizzazione.

Classifica completa delle 20 criptovalute più capitalizzate (luglio 2025)

PosizioneCriptovalutaCapitalizzazione (miliardi USD)
1Bitcoin$2.356
2Ethereum$435
3XRP$192
4Tether (USDT)$162
5Binance Coin (BNB)$108
6Solana$102
7USD Coin (USDC)$65
8Lido Staked Ether$38
9Dogecoin$37
10Cardano$30
11Tron$29
12Hyperliquid$15
13Wrapped Bitcoin$15
14Wrapped stETH$14
15Sui$13
16Stellar$13
17Chainlink$12
18Wrapped Beacon ETH$12
19Hedera$11
20Bitcoin Cash$10

Bitcoin: il leader indiscusso

Con oltre 2,3 trilioni di dollari di capitalizzazione, Bitcoin mantiene un netto vantaggio sugli altri token.
La sua valutazione è più di cinque volte quella di Ethereum, e la sua offerta fissa, unita a una diffusione globale e al crescente interesse istituzionale, lo rendono la pietra angolare del mercato crypto.

Molti gestori patrimoniali hanno ormai incluso BTC nei portafogli e negli ETF criptovalute, consolidando il suo status di “oro digitale” del XXI secolo. Per sapere tutto su Bitcoin come funziona e quali sono le prospettive, continua a seguire Vivereoggi.it.

Ethereum: la forza dei contratti intelligenti

Tra le criptovalute maggiori per capitalizzazioni non poteva non spiccare Ethereum. Con 435 miliardi di dollari, resta la piattaforma leader per smart contract e applicazioni decentralizzate, alimentando gran parte dell’ecosistema DeFi e NFT.

Anche altre blockchain Layer 1 come Solana e Tron figurano in classifica, puntando su:

  • transazioni rapide
  • commissioni basse
  • scalabilità per applicazioni decentralizzate di nuova generazione.

Stablecoin e memecoin nella top 20

Due stablecoin, Tether (USDT) e USD Coin (USDC), svolgono un ruolo cruciale nell’ecosistema crypto, garantendo liquidità e stabilità dei prezzi, congiuntamente oltre 180 miliardi di market cap.

Il memecoin Dogecoin, nato come scherzo online, conserva un posto in top 10 con 37 miliardi di dollari, dimostrando il peso della speculazione e della community anche tra i big del settore.

Non appare ancora Monero (XMR), ma la sua crescita sembra inarrestabile, nonostante l’incidente che ha portato al fermo della sua blockchain per 43 minuti.

Categoria: News

Crypto Rich List 2025: le fortune più grandi mai accumulate nel mondo delle criptovalute

Agosto 12, 2025 //  by Alberto Fogliani

Se il mondo delle criptovalute ti appassiona, forse ti chiederai chi sono i più ricchi, quelli che hanno costruito le fortune più grandi con le monete digitali. Sei nel posto giusto: pubblichiamo oggi la Crypto Rich List 2025, la classifica dei ricchi crypto 2025, o, in altre parole dei più grandi miliardari criptovalute.

Diciamo subito che a quindici anni dalla nascita di Bitcoin, il panorama dei “re delle criptovalute” mostra un tratto distintivo: le più grandi fortune appartengono ancora a chi ha accumulato monete digitali nei primi anni o ha fondato colossi degli exchange.

Secondo i dati raccolti da Made Visual Daily, nella lista ricchi crypto oltre la metà del valore nella classifica è concentrato nelle mani di soli tre individui: Satoshi Nakamoto, Changpeng “CZ” Zhao e Jed McCaleb.

La Crypto Rich List 2025

Ecco la tabella completa elaborata da Made Visual Daily, con il patrimonio massimo stimato di ciascun individuo e la criptovaluta (o l’asset) che lo ha generato.

PersonaRuolo / AffiliazioneCategoriaMoneteValore attuale*
Satoshi NakamotoCreatore di BitcoinCoin-based1.100.000 BTC$126.940.000.000
Changpeng Zhao (CZ)Fondatore di BinanceCoin-based94.000.000 BNB$72.615.940.000
Jed McCalebCofondatore di Ripple e StellarCoin-based9.000.000.000 XRP$27.090.000.000
Sam Bankman-FriedFondatore FTX/AlamedaEquity-driven—$26.500.000.000**
Ross UlbrichtOperatore Silk RoadCoin-based (sequestrato)144.336 BTC$16.656.374.400
Chris LarsenCofondatore RippleCoin-based5.190.000.000 XRP$15.621.900.000
Roger VerPrimo investitore BTCCoin-based (presunto)131.000 BTC$15.117.400.000
Brian ArmstrongCofondatore/CEO CoinbaseEquity-driven—$11.800.000.000**
Li XiaolaiFondatore Bitfund, pioniere cineseCoin-based (dichiarato)100.000 BTC$11.540.000.000
James ZhongHacker Silk RoadCoin-based (sequestrato)50.676 BTC$5.848.010.400
Tyler WinklevossCofondatore GeminiCoin-based (stima)35.000 BTC$4.039.000.000
Cameron WinklevossCofondatore GeminiCoin-based (stima)35.000 BTC$4.039.000.000
Tim DraperVC vincitore asta USMS 2014Coin-based (verificato)29.656 BTC$3.422.302.400
Justin SunFondatore TRON, advisor HTXCoin-based (dichiarato)28.614 BTC$3.302.055.600
Michael SaylorCofondatore MicroStrategyCoin-based (dichiarato)17.732 BTC$2.046.272.800
Vitalik ButerinCofondatore EthereumCoin-based (dichiarato)333.520 ETH$1.225.806.067
James HowellsMiner precoce (HDD perso)Coin-based (accesso perso)8.000 BTC$923.200.000
Rain LõhmusFondatore LHV BankCoin-based (accesso perso)250.000 ETH$918.840.000
Matthew MellonInvestitore XRPCoin-based (implicito)260.000.000 XRP$782.600.000

* Valutazione odierna delle quantità storiche massime detenute.
** Patrimonio azionario massimo registrato al tempo.

Perché i primi restano irraggiungibili

La classifica conferma che le grandi ricchezze crypto derivano principalmente dal possesso diretto di monete accumulate agli inizi:

  • Satoshi Nakamoto possiede circa il 5% di tutti i BTC mai creati, mai spostati dal 2010.
  • CZ ha beneficiato di milioni di BNB ricevuti prima che Binance diventasse l’exchange leader globale, con un costo iniziale praticamente nullo.
  • Jed McCaleb ha ottenuto miliardi di XRP da un accordo del 2014 con Ripple.

Crypto Rich List 2025: Equity, token e sequestri

Fuori dal dominio dei coin puri, le fortune derivano da quote azionarie e token nativi:

  • Brian Armstrong ha visto la sua quota in Coinbase superare i 15 miliardi $ all’IPO del 2021.
  • Ross Ulbricht e James Zhong compaiono in classifica solo dopo il sequestro dei loro BTC da parte delle autorità USA.
  • Michael Saylor, tramite MicroStrategy, ha trasformato la sua azienda in un proxy di investimento in Bitcoin, pur possedendo meno BTC rispetto ai gemelli Winklevoss o a Tim Draper.

Perché non ci sono nuovi miliardari crypto dal 2024

Dal 2024, nessun nuovo volto è entrato nella lista.
Le cause:

  • Regole KYC più rigide
  • Sblocco graduale dei token (vesting)
  • Ascesa degli ETF spot su BTC, che canalizzano la liquidità verso strumenti regolamentati

Oggi i cold wallet degli exchange detengono quote record di criptovalute, mentre le fortune personali dei pionieri restano imbattute.

Uno sguardo conclusivo: lezioni e curiosità dalla lista dei “crypto king”

Nell’attuale panorama, dove la ricchezza in criptovalute è più diffusa, frammentata e spesso schermata da anonimato, questa classifica è un chiaro promemoria: le fortune più imponenti della storia crypto – guidate dall’enorme tesoro di Satoshi Nakamoto – appartenevano a singoli individui ben riconoscibili, molto prima che arrivassero le DAO, le firme multiple e le crisi che hanno ridisegnato il settore.

Punti salienti da ricordare

  • Le ricchezze record sono nate prima dell’era regolamentata. Quasi tutte le principali fortune sono state accumulate prima del 2022, quando la mancanza di supervisione permetteva un’accumulazione estrema.
  • I fondatori di exchange hanno eguagliato i primi miner. Imprenditori come CZ hanno raggiunto patrimoni simili a quelli dei pionieri del mining criptovalute, soprattutto grazie ai token proprietari e al capitale generato dalle loro piattaforme.
  • Molte fortune sono rimaste “sulla carta”. Una parte consistente di queste ricchezze era illiquida, inaccessibile o svanita prima di essere monetizzata, rendendo il titolo di “miliardario” più simbolico che reale.

Note metodologiche

  • Prezzi di riferimento: i valori sono stati calcolati da Made Visual sui prezzi spot del 6 agosto 2025.
  • Criteri di ordinamento: per le voci legate a criptovalute, la classifica si basa sul valore attuale del picco massimo di possesso; per le voci azionarie, si considera il massimo patrimonio netto dichiarato.
  • Requisiti di inclusione: solo individui con dati verificabili o ampiamente confermati tramite blockchain, documenti giudiziari o fonti giornalistiche affidabili.
  • Esclusioni: sono stati esclusi asset aziendali (es. tesorerie corporate), fondi DAO e wallet multisig anonimi, salvo collegamento diretto a una persona fisica.
  • Indice di affidabilità: alcuni casi (Satoshi, Ulbricht, McCaleb) hanno prove solide; altri (Li Xiaolai, Mellon) si basano su fonti aneddotiche o deduzioni.

Cinque fatti da conoscere

  • La fortuna di Satoshi, oggi superiore a 126 miliardi di dollari, non è mai stata spostata, rappresentando probabilmente la somma intatta più ingente nella storia umana.
  • Il crollo crypto di FTX ha azzerato circa 26 miliardi di patrimonio netto di Sam Bankman-Fried in meno di una settimana: la distruzione più rapida di una ricchezza miliardaria mai registrata.
  • Oltre 50 miliardi di dollari tra le prime 16 fortune provengono da token di exchange o stablecoin, e non da BTC o ETH.
  • Almeno quattro grandi patrimoni sono stati sequestrati, persi o resi definitivamente irraggiungibili, per un totale di oltre 30 miliardi di dollari congelati.
  • Nessuna donna figura nella top 16: la prima ondata di super-ricchezza crypto è stata dominata da profili maschili, tecnici e centralizzati.

Uno sguardo al futuro

Classifica miliardari crypto a parte, la capitalizzazione di Bitcoin oggi è paragonabile a quella di giganti tech come Amazon. Questo suggerisce che i futuri “re del crypto” saranno enti collettivi: consigli di amministrazione, fondi sovrani, grandi istituzioni finanziarie.

Bisognerà capire come si muove il mercato dopo la tokenizzazione delle azioni voluta da Trump e gli altri fenomeni osservati nel mondo crypto, come l’incremento degli inflows Bitcoin su Binance e la nuova impennata che fa prevedere che Bitcoin potrebbe raddoppiare il suo valore entro breve.

Dalle ultime news, Bitcoin supera Google anche se per poco, diventando il quinto asset al mondo.

Quel che è certo, è che il mondo delle criptovalute sembra inarrestabile e ricco di sempre maggiori prospettive. Seguici per avere notizie sempre aggiornate!

Categoria: News

3 motivi per comprare Bitcoin prima del 2026

Agosto 9, 2025 //  by Alberto Fogliani

Nel 2025 il panorama delle criptovalute sta cambiando rapidamente. Bitcoin, spesso considerato un asset rischioso e poco compreso, sta guadagnando nuova attenzione grazie a sviluppi che ne rafforzano la credibilità e il ruolo nei portafogli di investimento.

Ecco tre motivi intrecciati per cui potrebbe avere senso acquistare BTC prima del 2026, come parte di una strategia diversificata.

1. Progresso normativo: il quadro legale diventa più chiaro

Uno dei principali ostacoli storici alla diffusione delle criptovalute è stata l’incertezza normativa. Senza regole chiare su acquisto, detenzione e scambio, molti grandi investitori – fondi pensione, assicurazioni, istituzioni finanziarie – hanno evitato il settore.

Nel 2025, però, il contesto sta cambiando:

  • L’amministrazione Trump ha avviato un piano per definire regole certe sulle criptovalute;
  • È stato istituito uno Strategic Bitcoin Reserve e uno United States Digital Asset Stockpile per gestire le criptovalute a livello federale.

Questa nuova trasparenza sta riducendo la percezione di “Far West” e infondendo maggiore fiducia agli investitori. La tokenizzazione delle azioni non sembra più un fenomeno così lontano.

2. Bitcoin come “oro digitale” più credibile

Con la nebbia normativa che si dirada, il concetto di Bitcoin come riserva di valore diventa più concreto.

Ecco i suoi punti di forza:

  • Offerta limitata: massimo 21 milioni di BTC, di cui già 19,9 milioni creati.
  • Decentralizzazione: non controllato da governi o istituzioni.

Secondo l’investitrice Cathie Wood, oggi la crescita dell’offerta di Bitcoin è più lenta rispetto alla produzione annua di oro fisico, rendendolo un hedge contro l’inflazione potenzialmente più efficace del metallo giallo.

Con il riconoscimento ufficiale e una maggiore vigilanza, Bitcoin non è più solo per tech enthusiast o trader speculativi, ma può entrare nella logica di un portafoglio bilanciato di lungo periodo.

A prescindere dall’ascesa di Pepeto e dall’avanzata inarrestabile di Ethereum 10 anni dopo la sua creazione, gli inflows Bitcoin su Binance ma anche su altre piattaforme continuano a salire.

3. Regole chiare = ingresso degli investitori istituzionali

Quando il quadro normativo è definito, gli investitori istituzionali si sentono più sicuri ad allocare capitali.

Nel 2025, questo sta già accadendo:

  • Fondi pensione, compagnie assicurative e grandi gestori iniziano a investire in BTC.
  • Gli ETF spot su Bitcoin rendono più semplice l’accesso, anche per chi non vuole gestire direttamente i wallet crypto.

L’iShares Bitcoin Trust ETF (IBIT) ha già raggiunto 85 miliardi di dollari in gestione in soli 19 mesi dall’approvazione della SEC, un record che dimostra la crescente adozione.

L’ingresso di capitali istituzionali:

  • aumenta la stabilità del mercato
  • rafforza la percezione di Bitcoin come asset mainstream
  • alimenta un circolo virtuoso di domanda e prezzo

Perché agire prima del 2026

Non esiste alcuna garanzia di guadagni lineari – la volatilità di Bitcoin resterà alta – ma includere una piccola quota di BTC in portafoglio può essere una strategia sensata. Per sapere come funziona Bitcoin continua a seguirci!

L’ideale sarebbe un’esposizione contenuta, così da beneficiare dei trend rialzisti senza esporsi eccessivamente al rischio.

Le migliori alternative per investire al momento sembrano le seguenti:

  • Direttamente in BTC
  • Attraverso ETF spot come l’iShares Bitcoin Trust

Se i trend attuali proseguiranno, il 2025 potrebbe essere un punto d’ingresso favorevole prima che il nuovo contesto normativo e l’afflusso istituzionale spingano il prezzo ulteriormente in alto.

Nel frattempo, per i più curiosi, la Crypto Rich List 2025 rivela gli assetti miliardari per il 2025. Scopri chi ha accumulato le maggiori fortune con le criptovalute!

Categoria: News

Bitcoin ed Ethereum guidano la ripresa del mercato crypto, ma Pepeto ruba la scena

Agosto 8, 2025 //  by Alberto Fogliani

L’estate 2025 porta con sé un’ondata di volatilità sui mercati digitali. Bitcoin ed Ethereum si trovano a ridosso di livelli tecnici chiave, pronti a tentare nuovi massimi, mentre una nuova protagonista attira l’attenzione di investitori e trader: Pepeto (PEPETO), un memecoin con un’infrastruttura reale alle spalle che sta conquistando rapidamente la community.

Prima di parlare di Pepeto memecoin 2025, diamo uno sguardo alle tendenze in atto per Bitcoin e Ethereum.

Bitcoin in fase di consolidamento: breakout in vista?

Secondo l’analista Michaël van de Poppe, Bitcoin sta attraversando una fase di pausa fisiologica, oscillando tra 112.000$ e 116.000$, un movimento laterale che spesso precede forti accelerazioni.

Elementi chiave che potrebbero innescare il breakout:

  • Afflussi negli ETF su BTC
  • Prossime decisioni del FOMC
  • Commenti del presidente della Fed Jerome Powell
  • Nuovi dati sul PIL USA

Van de Poppe ipotizza un potenziale target tra 120.000$ e 130.000$ nei prossimi mesi, soprattutto se dovesse arrivare un taglio dei tassi entro fine anno. Allo stesso tempo, c’è chi prevede un raddoppio Bitcoin nel 2025 e chi mette l’accento sugli inflow Bitcoin su Balance, riconoscendo comunque a Bitcoin i, ruolo principale nel mondo crypto.

Quello che bisogna dire, comunque, è che in un contesto di stretta monetaria gli altcoin tendono a muoversi prima, offrendo finestre di ingresso molto brevi. Per sapere come muoversi nel mondo crypto, come funziona Bitcoin e molto altro, continua a seguirci.

Ethereum verso un nuovo massimo storico?

Dal mese di luglio, Ethereum (ETH) ha guadagnato circa +55%, scambiando ora vicino ai 3.600$.
Fattori di spinta:

  • Afflussi costanti negli ETF su ETH
  • Crescente interesse istituzionale per lo staking

Se il trend proseguirà, ETH potrebbe puntare al precedente massimo di 4.800$, dimostrando una performance migliore rispetto a Bitcoin nello stesso periodo. Insomma, Ethereum 10 anni dopo continua la sua ascesa.

Pepeto: il memecoin che unisce hype e infrastruttura reale

Tra i lanci più discussi del 2025, Pepeto sta attirando una community di oltre 100.000 membri.
Dati attuali:

  • Prezzo in presale: $0.000000144
  • Capitale raccolto: oltre 5,8 milioni di dollari
  • Presale aperta con 0% di tassa sulle transazioni

I due elementi che cambiano le regole del gioco

  1. PepetoSwap – piattaforma di trading a zero commissioni
  2. PepetoBridge – strumento cross-chain che unisce la liquidità tra più blockchain

Queste soluzioni risolvono due problemi storici dei memecoin:

  • frammentazione della liquidità
  • costi di trasferimento elevati tra reti

Il progetto ha già superato due audit di sicurezza (SolidProof e Coinsult) senza vulnerabilità riscontrate. Sono inoltre in corso trattative per la quotazione su Binance.

Il precedente di Shiba Inu e il potenziale di Pepeto

Gli analisti ricordano il caso Shiba Inu, che dopo la quotazione su Binance nell’agosto 2021 registrò un rialzo di oltre 26.000% nei mesi successivi.

Pepeto si presenta con fondamentali più solidi e una strategia orientata alla scalabilità, aumentando le aspettative per un possibile exploit post-lancio.

Più di un memecoin: Pepeto come infrastruttura

Pepeto non punta solo sull’hype: sta creando un ecosistema funzionale che permette agli utenti di:

  • scambiare token senza costi aggiuntivi
  • muovere asset liberamente tra blockchain
  • partecipare alla governance e allo staking

L’accesso durante la presale garantisce il prezzo di ingresso più basso e l’opportunità di entrare in un progetto che combina memecoin culture e real utility.

Opportunità limitata?

Pepeto entra nel mercato con un approccio inedito nel mondo memecoin: zero commissioni, interoperabilità cross-chain e focus sulla community.

La fase di prevendita è la porta d’ingresso per gli investitori che vogliono posizionarsi prima del lancio ufficiale, quando l’attenzione del mercato sarà al massimo.

Insomma, come spesso accade, quando il settore più ampio reagisce, le posizioni migliori sono già state prese.

Categoria: News

Tokenizzazione delle azioni: la spinta di Trump apre alla rivoluzione di Wall Street

Agosto 8, 2025 //  by Alberto Fogliani

Wall Street si prepara a una sfida senza precedenti che vede contrapporsi colossi delle criptovalute e giganti della finanza tradizionale (TradFi).

L’obiettivo? Conquistare una fetta del mercato azionario da 62.000 miliardi di dollari, permettendo agli investitori di scambiare versioni “tokenizzate” di azioni come Apple, Tesla o JPMorgan Chase.

Scopriamo subito come si scontra il mondo Crypto con la finanza tradizionale, anche perché si gioca proprio su questo piano il futuro del mercato azionario USA.

Secondo i promotori, la tokenizzazione delle azioni apporterebbe alcuni rilevanti benefici agli investitori:

  • scambiare titoli 24 ore su 24, 7 giorni su 7
  • ridurre i costi di intermediazione
  • aprire il mercato azionario a una platea globale

Ma la partita è anche regolatoria: cambiare le regole dello scambio titoli negli USA potrebbe catapultare le società crypto ai vertici della finanza mondiale.

Il ruolo di Donald Trump nella nuova corsa alla tokenizzazione

A guidare questo cambiamento c’è Donald Trump, tornato alla Casa Bianca con una posizione apertamente favorevole alle criptovalute.

Trump ha nominato alleati del settore in ruoli regolatori chiave, rilanciato i prezzi dei token e alimentato l’ottimismo sulle prospettive della blockchain negli Stati Uniti.

La sua linea politica ha acceso le ambizioni di diversi player:

  • Coinbase (il più grande exchange USA)
  • Robinhood
  • Kraken

Questi operatori puntano a ottenere il via libera dalla SEC per le azioni tokenizzate. Anche se la cornice normativa rimane incerta, una nuova spinta per gli investitori a comprare Bitcoin nel 2025 sembra praticamente ovvia.

Come funziona la tokenizzazione delle azioni

La tokenizzazione delle azioni consiste nel rappresentare un asset tradizionale (come un’azione) sulla blockchain.
In pratica:

  • ogni token rappresenta una quota dell’azione reale
  • la blockchain diventa il registro di proprietà
  • le transazioni possono avvenire in qualsiasi momento, a livello globale

Secondo Don Wilson (CEO di DRW), la distinzione tra azioni tradizionali e azioni tokenizzate potrebbe scomparire entro dieci anni: “Non useremo più nemmeno il termine ‘equities tokenizzate’.”

Le resistenze di Wall Street

Come prevedibile, i giganti della finanza tradizionale stanno reagendo. Molti chiedono che le azioni tokenizzate siano trattate come titoli normali, con le stesse regole e obblighi di registrazione presso la SEC.

Organizzazioni come la Securities Industry and Financial Markets Association temono che regolamenti “più leggeri” per i player crypto possano avere effetti neanche troppo imprevedibili:

  • creare due mercati paralleli (uno tradizionale e uno tokenizzato)
  • aumentare la volatilità
  • ridurre la protezione degli investitori

Secondo Kenneth Bentsen Jr. (SIFMA), è “assurdo” trattare lo stesso prodotto in modo diverso solo perché utilizza una tecnologia differente.

La posizione della SEC

La Securities and Exchange Commission non ha ancora preso una posizione definitiva. Il presidente Paul Atkins ha dichiarato che l’obiettivo è non lasciare indietro gli americani e ha aperto alla possibilità di modificare radicalmente le regole di trading.

La sfida per la SEC sarà trovare un equilibrio tra i seguenti assetti:

  • favorire l’innovazione
  • evitare squilibri competitivi
  • garantire stabilità e fiducia nei mercati

Trump, le stablecoin e il precedente normativo

La fiducia del settore crypto è rafforzata dal recente successo politico: Trump ha firmato una legge che introduce un quadro normativo per le stablecoin ancorate al dollaro.

Per molti osservatori, si tratta di un segnale che la regolamentazione per le azioni tokenizzate potrebbe seguire la stessa strada.

Come ha dichiarato Corey Frayer (ex consulente SEC):

“Le banche hanno perso la battaglia sulle stablecoin e ora affrontano una concorrenza rapida e aggressiva.”

TradFi può adattarsi (e magari vincere)

Mangiare il “pranzo” di Wall Street non sarà semplice. Le istituzioni finanziarie tradizionali hanno dimostrato nel tempo di sapersi adattare, anche acquistando o investendo nei nuovi competitor. Dal canto loro, BlackRock e altri giganti hanno già iniziato a sperimentare la tokenizzazione.

La vera incognita rimane la domanda degli investitori retail: solo l’8% degli americani ha utilizzato criptovalute nel 2024, in calo rispetto al 10% registrato nel 2022.

Insomma, mentre Ethereum compie 10 anni e Paypal apre ai pagamenti in criptovalute, le novità nel mondo crypto sembrano riservarci continue sorprese, come dimostra anche la scalata di Pepeto, il memecoin che sta rubando rapidamente la scena nell’estate 2025. Continua a seguirci per avere tutte le news in tempo reale!

Categoria: News

Ethereum 10 anni dopo: cosa ha realizzato davvero e cosa manca ancora

Agosto 6, 2025 //  by Alberto Fogliani

Il 30 luglio 2025 Ethereum ha compiuto dieci anni. In una decade, è diventato l’architrave dell’infrastruttura Web3 globale, alimentando migliaia di applicazioni, ecosistemi DeFi, stablecoin, NFT e DAO.

Ma in occasione dell’ETHCC 2025, il co-fondatore Vitalik Buterin ha posto una domanda cruciale:
“Ethereum sta ancora mantenendo la sua promessa originaria di emancipazione dell’utente tramite la decentralizzazione?”

Per Buterin, l’adozione non equivale a progresso. Molti sistemi che si definiscono decentralizzati, in realtà, mantengono meccanismi di controllo centralizzato, riducendo l’autonomia degli utenti.

Ethereum è davvero decentralizzata oggi?

Per rispondere a questa domanda bisogna prima prendere consapevolezza delle problematiche emerse su questo aspetto di grande importanza.

Il problema degli admin key e delle interfacce centralizzate

Molte dApp, Layer-2 e DAO operano ancora con chiavi amministrative, interfacce centralizzate e diritti di upgrade gestiti da team interni. In questi casi, la decentralizzazione è solo formale, ma non sostanziale.
Infatti, un’applicazione può essere costruita su Ethereum, ma se un team può modificarla o bloccarla, l’utente resta dipendente da un’autorità centrale.

Secondo Buterin, la decentralizzazione dovrebbe produrre risultati tangibili: libertà, sicurezza, resilienza.
Ha citato il crittografo Phillip Rogaway, secondo cui la crittografia è un “contratto morale”. Lo stesso principio vale per Ethereum 2.0: non è solo un’infrastruttura tecnica, ma uno strumento per garantire diritti digitali.

Cresce l’adozione, ma anche le asimmetrie di potere

Chi controlla Ethereum oggi? Diciamo subito che Ethereum non è più solo nelle mani di sviluppatori indipendenti. Il suo ecosistema è influenzato da grandi operatori, istituzioni finanziarie, fondi e entità statali.

Molte applicazioni DeFi mantengono diritti di intervento, per poter effettuare le seguenti operazioni:

  • aggiornare smart contract
  • congelare fondi
  • eseguire modifiche non approvate dalla comunità

Anche le implicazioni legali stanno plasmando Ethereum. Dopo le sanzioni su Tornado Cash (2022), infrastrutture come Infura e Alchemy hanno introdotto alcuni filtri:

  • restrizioni RPC
  • controllo transazioni
  • blocchi geolocalizzati

La decentralizzazione è solo nel protocollo?

Mentre il protocollo Ethereum rimane teoricamente neutrale, l’esperienza utente è condizionata da livelli off-chain controllati da fornitori esterni.

È il rischio del modello Android: open source in teoria, ma modificato da vendor, app preinstallate, logiche di business.

Ethereum, secondo Buterin, rischia la stessa deriva se non si preservano neutralità, auditabilità e libertà di scelta.

I test che Ethereum oggi non supera

Buterin ha introdotto tre benchmark per valutare la reale decentralizzazione di un sistema:

1. Walk-away test

Se il team originale sparisse, il sistema continuerebbe a funzionare?

👉 La risposta, per molte soluzioni Layer-2 e dApp, è no.

2. Insider attack test

Quanto danno può causare un’azione malevola interna?

👉 In molti casi, un multisig compromesso può attivare upgrade o deviare fondi.

3. Trusted Computing Base (TCB)

Quanti livelli devono essere affidabili per garantire sicurezza?

👉 Anche se il contratto è immutabile, se si usano:

  • oracoli centralizzati
  • API terze
  • endpoint RPC non trasparenti
    ogni componente aggiunge rischi e vulnerabilità.

I numeri del problema

  • Circa 60% dei Layer-2 ha ancora admin keys o meccanismi di pausa.
  • Oltre 70% delle interfacce front-end delle dApp Ethereum si appoggia a server centralizzati.
  • 1/3 delle DAO ha una concentrazione dell’80% del potere di voto in poche mani.

Anche la privacy resta un’illusione: in 90% dei casi, le transazioni non sono completamente anonime.
MetaMask, ad esempio, registra indirizzi IP e attività wallet tramite la connessione a Infura.

La privacy non può restare opzionale

Per Buterin, la privacy deve diventare una funzione di default, non una nicchia sperimentale.

Oggi wallet e interazioni on-chain lasciano tracce visibili, spesso linkabili a identità reali.
Le soluzioni come ZK proofs esistono, ma vanno standardizzate e rese accessibili.

Anche l’accesso front-end è un punto critico

L’interazione con le dApp spesso avviene tramite un solo dominio, una sola API. Se il sito viene censurato, disattivato o attaccato, l’utente perde l’accesso.

Buterin propone l’uso di alcuni strumenti per risolvere il problema:

  • IPFS, Arweave
  • interfacce open-source
  • distribuzione via storage decentralizzato

Il nodo della governance: votazioni squilibrate, potere concentrato

Il modello dominante è ancora il token-based voting, che premia chi ha più capitale.
Buterin ha sollecitato nuove alternative:

  • voto quadratico
  • attestazioni legate all’identità
  • sistemi basati su reputazione

Cosa dicono gli esperti del settore su Ethereum

Chris Anderson (ByteNova AI)

“Troppi protocolli permettono modifiche interne senza approvazione pubblica. Questo mina la sovranità dell’utente.”

Michael Cameron (Superb)

“La decentralizzazione si misura ai margini: se non puoi uscire, forcare o rifiutare, non sei libero.”

Abdul Rafay Gadit (Zignaly)

“Servizi come MetaMask ed Etherscan sono centralizzati nel back-end. Ethereum abilita la sovranità, ma l’esperienza reale è ancora dipendente da provider esterni.”

Luis Bezzenberger (Shutter Network)

“Il front-running è comune. La resistenza alla censura non è ancora garantita by design.”

Varun Kabra (Concordium)

“Ethereum è diviso in due: core developers con ideali forti e operatori L2 dominanti con potere reale.
Servono meccanismi che distribuiscano il potere nel tempo.”

Ethereum: tra progresso tecnico e fragilità strutturale

Tutti gli esperti concordano su un punto: Ethereum non ha fallito, ma la sua missione originaria è ancora incompleta.

Il vero test della decentralizzazione è la libertà di uscita: se non puoi lasciare, modificare, ricostruire senza blocchi, non sei veramente autonomo.

Mentre la vera partita si gioca sulla rapida evoluzione del mondo crypto, che sta già portando alla tokenizzazione delle azioni negli USA, la sfida dei prossimi dieci anni non sarà solo migliorare le prestazioni. Sarà rendere la libertà un diritto codificato, difendibile in ogni strato dell’ecosistema: protocollo, accesso, governance, privacy.

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Categoria: News

Inflows Bitcoin su Binance in aumento: il comportamento degli investitori sta cambiando

Agosto 4, 2025 //  by Alberto Fogliani

Dall’analisi degli inflows Bitcoin su Binance emerge un aumento dopo i cali dei mesi scorsi. Cosa sta accadendo e cosa dobbiamo aspettarci?

Diciamo subito che dopo settimane di consolidamento in un range ristretto, Bitcoin ha rotto il supporto chiave dei 115.000 dollari, scendendo fino a un minimo locale di circa 112.200$. Questa correzione ha diviso gli analisti: per alcuni è un fisiologico ritracciamento all’interno di un trend ancora rialzista; per altri, invece, potrebbe essere l’inizio di una fase ribassista prolungata, se i livelli di supporto attuali dovessero cedere.

A complicare ulteriormente la lettura del mercato, l’analista Darkfost ha messo in evidenza un cambiamento significativo: i dati mostrano che gli inflows di Bitcoin su Binance – ovvero i BTC inviati verso l’exchange – sono in costante crescita da inizio luglio, invertendo un trend discendente che durava da marzo.

Perché monitorare gli inflows è fondamentale

Il flusso di Bitcoin verso un exchange come Binance, il più grande al mondo per volume di scambi, è spesso considerato un termometro del comportamento degli investitori.
Un aumento degli inflows può indicare:

  • volontà di vendere per incassare profitti
  • ribilanciamento dei portafogli
  • coperture contro rischi imminenti
  • oppure semplicemente posizionamento strategico in vista di eventi macro o di alta volatilità

I dati: inflows Bitcoin su Binance in crescita da oltre un mese

Secondo l’analisi condivisa da Darkfost, gli inflows giornalieri di BTC su Binance sono saliti da circa 5.300 unità all’inizio di luglio a 7.000 BTC giornalieri.

Non si tratta di un picco improvviso, ma di una crescita costante e regolare che segna una chiara inversione di tendenza rispetto al trend discendente avviato a marzo 2025.

Binance come specchio del mercato globale

Con oltre 250 milioni di utenti e miliardi di dollari di scambi giornalieri, Binance rappresenta un barometro essenziale per il mercato crypto.
Nel passato, aumenti degli inflows sono spesso stati precursori di momenti di volatilità, ma anche di fasi di riallocazione degli asset, sia da parte di investitori retail che istituzionali.

Gli analisti sottolineano come questi movimenti possano anticipare:

  • vendite strategiche
  • aumento del trading intra-day
  • o una maggiore reattività a shock esogeni (tassi, geopolitica, decisioni normative)

Bitcoin testa i supporti chiave: rischi tecnici e segnali da monitorare

Attualmente, il prezzo di Bitcoin si aggira intorno ai 112.477$, dopo aver infranto:

  • il supporto a 115.724$, ora divenuto resistenza immediata
  • la media mobile semplice a 100 giorni (100-day SMA) situata a 114.944$, che non ha retto l’urto del ribasso

Il prossimo supporto chiave si trova in area 110.348$, corrispondente alla media mobile semplice a 200 giorni (200-day SMA) – un indicatore tecnico che molti operatori considerano fondamentale per distinguere fasi bull e bear.

Volume in aumento: cresce la pressione in vendita

Il calo recente del prezzo è stato accompagnato da un netto aumento dei volumi, segnale che la pressione di vendita è concreta. Comprare Bitcoin nel 2025 sembra la nuova corsa all’oro e sono tanti gli investitori che si stanno concentrando proprio su Bitcoin.

Se il supporto attuale non dovesse reggere, è probabile una discesa verso la soglia psicologica dei 110.000 dollari, con possibile estensione fino alle aree di accumulo di inizio luglio (tra 108.000$ e 110.000$).

C’è ancora spazio per i rialzisti?

Nonostante l’outlook di breve periodo sia incerto, i tori (bulls) potrebbero ancora tornare in controllo, a patto che:

  • il prezzo di BTC venga riportato sopra i 115.724$
  • si consolidi sopra la media mobile a 50 giorni (117.631$)

Solo una chiusura solida sopra queste soglie chiave potrebbe ristabilire un trend rialzista, almeno nel breve-medio termine.

Segnali misti, ma attenzione agli inflows

Il comportamento degli investitori sta cambiando ma le criptovalute continuano a diffondersi, come dimostra la possibilità di pagamenti crypto su PayPal. L’aumento degli inflows di BTC su Binance non è allarmante nei volumi, ma è persistente e strutturato.

in un momento decisivo per l’evoluzione del mercato verso la tokenizzazione delle azioni sulla spinta di Trump, il mercato guarda con attenzione ai prossimi giorni, che saranno cruciali per determinare il significato dei segnali analizzati:

  • se questo aumento indica una fase di vendita imminente
  • oppure un riposizionamento tattico in vista di eventi futuri (tagli dei tassi, halving effetti ritardati, sviluppi normativi USA)

Come sempre, in un mercato ad alta volatilità come quello crypto, monitorare i dati on-chain e i livelli tecnici è essenziale per ogni investitore informato. Tanto più che l’evoluzione in questo mondo è rapidissima, come ci insegna la rapida scalata di Pepeto il memecoin 2025.

Leggi anche: Ethereum 10 anni dopo: cosa ha realizzato davvero e cosa manca ancora. Per i più curiosi, la Crypto Rich List 2025 rivela gli assetti miliardari per il 2025. Potrai scoprire chi ha accumulato le maggiori fortune con le criptovalute!

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PayPal apre ai pagamenti in criptovalute: oltre 100 crypto accettate negli Stati Uniti

Agosto 4, 2025 //  by Alberto Fogliani

Presto saranno permessi pagamenti crypto su Paypal. Alex Chriss, CEO della più famosa piattaforma di pagamento online, ha annunciato il lancio di una nuova funzione che consentirà ai commercianti statunitensi di accettare pagamenti in oltre 100 criptovalute, tra cui Bitcoin, Ethereum, ma anche token più insoliti come il Trump Memecoin e il satirico Fartcoin.

Questa novità riguarda tutti i tipi di business che utilizzano la piattaforma PayPal. Basterà aderire al programma per abilitare i pagamenti crypto Paypal, secondo quanto riferito da un portavoce dell’azienda.

Cripto su Paypal: commissioni ridotte e accesso semplificato

Per il primo anno, PayPal applicherà una commissione promozionale dello 0,99% su ciascuna transazione in criptovaluta. Successivamente, la fee salirà all’1,5% – comunque inferiore alla media dell’1,57% pagata dai merchant statunitensi alle società di carte di credito nel 2024 (fonte: Nilson Report).

“C’è una visione del mondo in cui sempre più dati e transazioni si sposteranno on-chain”, ha dichiarato Frank Keller, vicepresidente esecutivo di PayPal.

Come funziona il pagamento in criptovalute su PayPal

Ma come funziona il sistema dei pagamenti crypto su PayPal? I clienti potranno collegare il proprio wallet crypto (già esistente) alla pagina di checkout PayPal. A seconda del tipo di portafoglio, la conversione della criptovaluta in dollari avverrà tramite:

  • Exchange centralizzati come Coinbase
  • Exchange decentralizzati come Uniswap

I fondi derivanti dalla vendita della criptovaluta verranno prima convertiti in PYUSD, la stablecoin ufficiale di PayPal, e poi in dollari USA per l’accredito finale al merchant.

Una nuova era per il commercio globale?

“Immaginate un cliente in Guatemala che acquista un regalo da un negozio in Oklahoma City. Con la nostra piattaforma aperta, quel commerciante può accettare pagamenti in crypto”, ha spiegato Alex Chriss, CEO di PayPal.

Questa mossa rappresenta un’ulteriore espansione dell’azienda nel settore degli asset digitali. PayPal è tra i primi colossi finanziari a scommettere sulla crypto economy.

Breve cronologia dell’espansione crypto di PayPal

  • 2020: avvio della compravendita di criptovalute per utenti USA (Bitcoin, Ethereum, ecc.)
  • 2021: estensione del servizio anche su Venmo
  • 2022: rallentamento delle comunicazioni durante il “crypto winter”
  • 2023: lancio di PYUSD, la stablecoin di PayPal
  • 2024: possibilità per i merchant di acquistare, vendere e detenere criptovalute
  • 2025: ora anche i pagamenti diretti in crypto per le piccole imprese

Secondo CoinGecko, PYUSD ha registrato una crescita di capitalizzazione del 70% dall’inizio dell’anno, arrivando a circa 850 milioni di dollari.

Espansione futura: PayPal punta anche all’Europa?

Sebbene al momento la funzionalità crypto su Paypal sia riservata ai merchant statunitensi, un portavoce ha confermato che l’espansione verso le grandi imprese e i mercati globali è nei piani, anche se non è stato fornito un calendario preciso.

Mentre gli inflows Bitcoin su Binance aumentano e l’idea che il valore di Bitcoin potrebbe raddoppiare entro il 2025, l’espansione delle criptovalute si fa sempre più rapida, come dimostra l’avanzata di Pepeto nel 2025.

Categoria: News

Bitcoin potrebbe raddoppiare nel 2025: due segnali chiave da monitorare

Agosto 4, 2025 //  by Alberto Fogliani

Secondo alcune previsioni il prezzo di Bitcoin potrebbe raddoppiare nel 2025. Diciamo subito che il valore del Bitcoin è influenzato da dinamiche macro globali. In realtà, chi pensa che il valore del Bitcoin (BTC) si muova in modo isolato, ignora due degli indicatori più potenti per prevederne l’andamento:

  1. L’andamento del dollaro statunitense (DXY)
  2. La crescita della M2 globale, cioè la massa monetaria in circolazione nel mondo.

Entrambi questi indicatori stanno attualmente spingendo nella stessa direzione: un aumento del prezzo del Bitcoin.

Il valore del Bitcoin potrebbe raddoppiare: dollaro debole

Storicamente, quando il dollaro si indebolisce, il Bitcoin tende a rafforzarsi. Questo perché gli investitori cercano beni rifugio alternativi alle valute fiat, in particolare quelli:

  • decentralizzati
  • a disponibilità limitata
  • non soggetti a inflazione

In definitiva, il dollaro debole può spingere gli investitori verso asset scarsi come il Bitcoin.

DXY al punto più basso da 21 anni

L’indice DXY, che misura il valore del dollaro USA rispetto a un paniere di valute internazionali, è recentemente sceso sotto la sua media mobile a 200 giorni, toccando il minimo più profondo degli ultimi 21 anni. Questo avviene proprio mentre il Bitcoin si avvicina ai suoi massimi storici.

Negli anni:

  • 2013
  • 2017
  • 2021
    i grandi bull market delle crypto sono sempre stati anticipati da una fase di debolezza del dollaro.

Possibili tagli dei tassi da parte della Fed

La Federal Reserve potrebbe tagliare i tassi di interesse entro la fine del 2025. Questo spingerebbe ancora più in basso il valore del dollaro, rendendo l’ambiente monetario favorevole agli investimenti in asset alternativi come le criptovalute. Gli inflows Bitcoin su Binance in aumento ne sono una prova.

Insomma, dai due fattori considerati, cioè:

  • la debolezza del dollaro
  • la riduzione della nuova offerta di Bitcoin (post halving del 2024)

si ottiene un contesto perfetto per una spinta al rialzo della criptovaluta. Questo puòl concretamente determinare una nuova ondata di entusiasmo per chi ha deciso di comprare Bitcoin nel 2025.

La massa monetaria globale è in espansione: Bitcoin in prima fila

Un altro indicatore fondamentale è la M2 globale, che comprende contanti e depositi liquidi in 21 delle principali banche centrali del mondo.

La M2 globale ha raggiunto un nuovo record

A luglio, la massa monetaria globale è salita a 55.500 miliardi di dollari, tornando a crescere dopo la pausa osservata nel 2023.

Storicamente, l’aumento della liquidità globale ha sempre avuto una correlazione positiva con il valore del Bitcoin. Anche questo è indicato come un fattore idoneo per trarre la conclusione che il prezzo di Bitcoin potrebbe raddoppiare.

Le banche centrali stanno stimolando i mercati

  • La Banca Centrale dell’India ha tagliato i tassi e ridotto i requisiti di riserva.
  • La Cina ha annunciato iniezioni di liquidità per sostenere la domanda interna.
  • Altre banche centrali stanno seguendo lo stesso approccio, innescando un ciclo di allentamento monetario sincronizzato.

Tutto questo significa più denaro in circolazione. E quando la liquidità aumenta, gli investitori cercano asset scarsi: oro e Bitcoin in primis.

Bitcoin a 240.000 dollari? Ecco perché è possibile

Secondo dati storici, un aumento dell’1% della massa monetaria globale (M2) ha spesso prodotto un aumento del 65% o più nel prezzo del Bitcoin nei 12-18 mesi successivi.

Con il Bitcoin oggi attorno ai 118.000 dollari, anche una proiezione prudente potrebbe portarlo verso quota 240.000 nel medio termine.

D’altro canto, l’espansione della moneta sta registrando una vera rivoluzione: basti pensare all’apertura dei pagamenti crypto su Paypal o la tokenizzazione delle azioni sulla spinta di Trump.

Bitcoin potrebbe raddoppiare? Cosa devono considerare gli investitori

Ovviamente, l’analisi compiuta non è garanzia di futuro. Un aumento della liquidità potrebbe anche:

  • alimentare l’inflazione
  • portare a rialzi a sorpresa dei tassi
  • dirigersi verso altri asset (azioni, immobili, ecc.)

Tuttavia, con il dollaro in ritirata e le banche centrali che tornano a stampare moneta, il Bitcoin è posizionato in modo straordinariamente favorevole. E il raddoppio del suo valore non è affatto un’ipotesi da scartare.

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